ultima modifica il 01/02/2022

 

Caro Card. Martini, perdonami se oso commentare queste tue esternazioni

Correlati: è giusto programmare un essere umano a nascere per essere ceduto a due gay?

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

«non credo che la coppia eterosessuale e il matrimonio debbano essere difesi o puntellati con mezzi straordinari perché si basano su valori talmente forti che non mi pare si renda necessario un intervento a tutela ... La Chiesa cattolica promuove le unioni che sono favorevoli al proseguimento della specie umana e alla sua stabilità, ma non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni» [CzzC: passi per l’equiparazione economica, ma ai gay daresti anche il matrimonio di serie A, quello che concederebbe loro il diritto di procurarsi cuccioli d’uomo con GPA? Fingi di non capire che la differenza sta tutta qui? Matrimonio di serie A o B per i gay? A chi non concedesse la serie A, intenteresti un’inquisizione per discriminazione, visto che già usasti quel tribunale?

No resp.

 

 

Traggo da Vita Trentina #14 del 08/04/2012 pag 21 - Scuola e Cultura; qui il pdf della pagina con foto del Cardinal Martini.

 

IL FRESCO COLLOQUIO SUI TEMI ETICI CON IL SEN. MARINO

[da CzzC a Cardinal Martini

                          Rev.ma Eminenza, mi perdoni se tento di raggiungerla da sconosciuto, ma ciò oso perché, nell’ambito di un umile servizio di mini rassegna stampa che curo per amici di fede in spirito di carità intellettuale di rosminiana terminologia, mi sono permesso di commentare alcune sue espressioni riferite in questa pagina del nostro settimanale diocesano Vita Trentina e desidero passarle tali commenti con QUESTO LINK per cristiana trasparenza.

Sarei pronto a riferire agli amici un’eventuale sua correzione fraterna che presumo di favorire ponendo qualche DOMANDA orientativa dell’aiuto e discernimento pastorale che potesse offrirci e di cui sentiamo il bisogno, pur consapevoli che lei potrà/dovrà ignorarci avendo ben altre priorità da accudire.

La ricordiamo attraverso la preghiera, certi della preziosità della sua preghiera per il bene della Chiesa e del mondo, che giunge prioritaria a Dio come quella di tutti i cuori che gli parlano anche a nome dell’umana sofferenza. Un abbraccio fraterno in Cristo, pure dagli amici che mi leggono.].

 

Martini in dialogo di frontiera

 

Con quel suo segno pacato, il card. Carlo Maria Martini fa irruzione nell'attualità che ci circonda. Adesso tratteggia un "vedere" dialogato, insieme al chirurgo Ignazio Marino, senatore del Pd, presidente della commissione sanità. Nel volume "Credere e conoscere" (Einaudi, pp.84, Euro 10) prosegue uno scambio di considerazioni iniziato anni fa, a Gerusalemme, e ripreso ai nostri giorni, avvenute nelle due stanze che "padre Martini"- così si legge sul cartiglio del campanello- abita all'Aloisianum di Gallarate. In vicinanza assidua i suoi collaboratori, a sostenerlo, la voce sovente sostituita dalla scrittura.

Il libro è denso, entra negli argomenti delicati, affronta problemi roventi. In tutto - undici piccoli capitoli oltre la premessa (scritta da Marino) - emerge con la sua forza il magistero e il giudizio di una delle massime autorità spirituali del nostro tempo, che si confronta con un uomo di scienza, un quarto di secolo in Gran Bretagna e negli Usa. Non è il frutto di un compromesso poiché - si legge nell'introduzione-"l'ascolto attento e rispettoso delle riflessioni reciproche non significa un'adesione completa alle tesi dell'uno o dell'altro", anche se "abbiamo cercato di far leva su punti comuni". Vengono dibattute questioni sulla vita che nasce in provetta, sugli embrioni congelati, sulle decisioni ultime , sul testamento biologico, ma anche sulle situazioni di vita, le coppie di fatto, l'omosessualità.

Nell'incedere pacato, Martini osserva: "La storia insegna come la chiusura aprioristica della Chiesa e delle religioni in genere, di fronte agli inevitabili cambiamenti legati al progresso della scienza e della tecnica non sia mai stata di grande utilità. Galilei docet". Entra nei temi, non li elude. Si parla anche del celibato dei preti e dell'ordinazione femminile. Ecco, episodicamente: " ...Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. Io sostengo il matrimonio tradizionale con tutti i suoi valori e sono convinto che non vada messo in discussione. Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliamo assolutamente che non sia? Io penso che la coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio

[CzzC: non dubito, Eminenza, della sua sincerità di intendimento in merito, ma la UE di Strasburgo l’ha smentita: vietando agli stati di dare del matrimonio e della famiglia una definizione “restrittiva”, ha spiazzato il suo mai equiparare]

e d'altra parte non credo che la coppia eterosessuale e il matrimonio debbano essere difesi o puntellati con mezzi straordinari perché si basano su valori talmente forti che non mi pare si renda necessario un intervento a tutela.

[CzzC: è qui, Eminenza, che mi son sentito strizzare il cuore, percependo quasi una sberla mollata da un padre spirituale alla preoccupazione che nutro in materia come padre di tre figli ed educatore; reagisco non da permaloso, ma perché mi sentirei di omettere un doveroso tentativo di correzione fraterna (reciprocabile ovviamente), se non le facessi osservare che questa affermazione

- rischia di banalizzare la criticità di un’emergenza

- appare superficiale e contraria all’evidenza dei pronunciamenti della UE e della nostra Cassazione, ancorché lei non sia il solo grande esperto a cercare di convincerci dalle pagine di Vita Trentina che, anche dopo queste sentenze, «niente di particolarmente nuovo sotto il sole» circa il matrimonio].

Anche per questo, se lo Stato concede qualche beneficio agli omosessuali, non me la prenderei troppo.

[CzzC: nemmeno io me la prenderei troppo, Eminenza; anzi, le CHIEDEREI chi sarebbe l’autorevole nel Magistero petrino che se la prenderebbe se anche la legge si adeguasse a riconoscere quei diritti che il buon senso già riconosce agli omosessuali; ma

- lei sa, Eminenza, che il diritto più reclamato dall’orgoglio omo-sex non è quello della visita all’ospedale, delle polizze assicurative o della comunione dei beni: queste foglie di fico ascondenti ben altre pretese le lasci usare all’autonomista autore di questo articolo, aduso a perorare l’autonomia dalle vedute e dai timbri di Roma, ma lei non mi pare il tipo che ricorra a trucchi retorici (stratagemma #4 e #11 di Shopenhauer nella fattispecie) per assecondare chi la applaudisse più per la frequenza con cui apparirebbe allontanarci dal Papa che per la forza con cui ci attrae a Gesù figlio di Dio e di Maria Vergine;

- lei sa, Eminenza, che il nocciolo della questione, sottesa anche dalle suddette sentenze, è della equiparazione tra matrimonio etero ed omo-sex, un’ equiparazione imposta con la forza del principio di maggioranza, che vieta di ricorrere a definizioni restrittive del termine famiglia e che definisce criminali coloro che volessero che la legge concepisse il matrimonio come inteso per millenni dall’umanità, cioè tra uomo e donna: criminali? Sì perché, negando l’ equiparazione, discriminerebbero le coppie omosex rispetto alle coppie eterosex;

- e veniamo al dunque: lei sa, Eminenza, che il nocciolo della equiparazione è l’esercizio del diritto di adozione e del diritto di programmare un nascituro pro coppie gay.

Mi permetta di CHIEDERLE, Eminenza, se lei sia d’accordo a far rientrare anche questo diritto tra quelli che chiama qualche beneficio agli omosessuali.

Se in altra parte del libro avesse negato questo diritto, mi permetta di CHIEDERLE perché qui non espliciti un “eccetto ...”, ed invece lasci campo libero alle interpretazioni dei tanti che non possono permettersi di leggere tutto il testo].

La Chiesa cattolica, dal canto suo, promuove le unioni che sono favorevoli al proseguimento della specie umana e alla sua stabilità, e tuttavia non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni".

[CzzC: mi permetta di CHIEDERLE, Eminenza, se ritiene ingiusta discriminazione l’eventuale negazione del diritto di adozione e di procreazione programmata pro coppie gay, non per infliggere loro una privazione, ma applicando il principio di precauzione a creature indifese, stante la disponibilità di adeguate coppie etero sex in attesa di adottarle; glielo chiedo, Eminenza, perché

- se lei ritenesse ingiusta discriminazione tale negazione, darebbe dell’ingiusto anche a Bersani (segretario del partito che probabilmente preferisce ad altri)

- se no, l’affermazione che ho evidenziato sarebbe incompleta e/o contraddittoria.

Ma forse la sua profondità di analisi mi saprà indicare, senza gli stratagemmi sgamati da Shopenhauer, un terzo intendimento e sono pronto a ricevere una correzione fraterna pro discernimento sul cammino di fede di cui sopra].

Il prof. Marino sottolinea l'episodica delle unioni di fatto, osserva che in Italia (a differenza di altri Paesi) "vengono negati alcuni diritti fondamentali, di profilo civile, per esempio la possibilità di assistenza al proprio compagno o compagna ricoverato in ospedale, la condivisione di contratti assicurativi, fino all'esclusione dall'eredità dei beni acquistati insieme"(*).

Giorgio Grigolli.

[* CzzC: diritti fondamentali che sopra spiegai perché capziosamente citasti con Marino, perciò mi rivolgo a te, Grigolli, CHIEDENDOTI di portarmi esempio documentato (chi quando dove) di qualche visita ospedaliera negata nella fattispecie, mentre sul resto dei diritti che citi, a copertura del maggiore taciuto su adozioni e GPA, sai bene che trattasi di ritardi legislativi in ambito del diritto civile, di cui tutti sollecitiamo il recupero, possibilmente senza anteporne l’iter a più conclamate urgenze per il bene comune].