Parlamento UE votaNO A DEFINIZIONI RESTRITTIVE DEL TERMINE FAMIGLIA

Traggo 2012.03.14 da <S24h uaar dirittisociali> Per il Parlamento Ue anche quella gay è "famiglia" (qui Parlamento UE). [CzzC: risoluzione presa con l’obiettivo (di dubbia liceità) di impedire agli Stati membri di INTENDERE LA FAMIGLIA (come da millenni si intende, e pure dall’art.16 della dichiarazione universale) come entità fondata sul matrimonio tra maschio e femmina: tale intendimento sarebbe una restrizione ora vietata?

Diversa e quasi opposta sarà la risoluzione dell’assemblea dell’ONU nel 2014.

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[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 12/01/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: significato del termine Famiglia XyXx naturale; dominio; ideologia di gender vuole matrimonio per tutti

 

2019.04.05 Quanto siano equivocati i codici nel discutere di famiglia, si evince anche da altre autorevoli divergenze oltre questa seconda

- Dubbioso il Consiglio Provinciale di Trento che nel 2011, approvando la legge 307 Family audit, preferisce non definire cosa intenda per FAMIGLIA: «La famiglia è una risorsa preziosissima, per questo NON SIAMO ANDATI ALLA RICERCA di una definizione specifica di famiglia»;

- Invadendo Parlamenti e Costituzioni nazionali, il Parlamento UE nel 2012 vota «NO A DEFINIZIONI RESTRITTIVE DEL TERMINE FAMIGLIA»; per il Parlamento Ue anche quella gay è "famiglia";

- la suddetta invasività, invece, è frenata nel 2014 dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU secondo il quale la FAMIGLIA sarebbe quella naturale tra padre e madre senza citarne forme “alternative” (coppie Lgbt), anzi, respinge un emendamento dell’ultimo minuto che voleva sostituire il termine «famiglia» con la frase «famiglia nelle sue varie forme».

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↑2016.02.05 <ilgiornale>: Contro l'Italia un nuovo diktat sulle adozioni gay da parte della Commissione UE per i diritti umani: condizionare la libertà del nostro parlamento che sta votando la Cirinnà con la stepchild adoption: "L'Italia elimini subito le discriminazioni sulle adozioni". [CzzC: tempestiva pulsione di potenti matrici]

 

↑2016.01.22 <corriere>: papa Fr1:  «Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione»: troppo chiaro questo discernimento per le matrici della cultura dominante; odo stormir di fronde “Fr1 indietro tutta?” agitate ad esempio da chi, come il governo Renzi l’08/07/2014 alla commissione ONU per i diritti umani votò a favore dell’emendamento che voleva sostituire il termine «famiglia» con la frase «famiglia nelle sue varie forme» e fu scornato, perché la maggioranza respinse quell’emendamento. E ora con Fr1 così poco confondente? Scatta prontamente l'illuminata riduzione del discernimento papale, letto, ad esempio da D.Menozzi e Melloni al Gr1, come grande innovazione di percorso, perché Fr1 indicherebbe la famiglia tradizionale come SOGNO di Dio non civilmente normativo, dottrina che finalmente non accampa più ancoraggio alla legge naturale: pongo queste domande a Menozzi in tentativo di correzione fraterna, reciprocabile]

 

↑2014.07.08 <avvenire>: La risoluzione del Consiglio per i diritti umani dell’ONU per proteggere la famiglia contempla una composizione della famiglia «naturale» senza citarne alcuna forma “alternativa”, come quella delle coppie Lgbt; un emendamento dell’ultimo minuto che voleva sostituire il termine «famiglia» con la frase «famiglia nelle sue varie forme» è stato infatti respinto dalla maggioranza delle nazioni che siedono all’interno dell’organismo. [CzzC: grazie anche ai Paesi musulmani, motivo in più per sinergizzare con l’islam moderato. Ma perché l’Italia, assieme agli altri membri UE, US, Giappone, Cile, SudCorea, ha votato contro? La Farnesina spiega che Renzi non voleva distinguersi dagli altri membri UE in coincidenza con l’inizio del suo semestre italiano in quell’Europa il cui Parlamento il 13/03/2012, al contrario di questa risoluzione ONU, aveva vietato definizioni restrittive del termine famiglia. [CzzC: caro Renzi, Papa Fr1 il 22/01/2016 dirà: non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione: lo commisererai? Ovviamente non possiamo dimenticare che altri settori dell’ONU propugnano ideologia e didattica di gender, attentano al diritto di obiezione di coscienza fino ad inquisire il Vaticano di tortura, sdoganare l'u2g, sublimare le stravaganze trans tra i massimi diritti civili].

 

↑2012.12.13  <avvenire> «Aborto e nozze gay, diritti Ue»; la risoluzione dell’Europarlamento spacca i deputati: «No» del Ppe. [CzzC: commento per superare EQUIVOCITÀ del termine FAMIGLIA (ANSI/IEE?)]

 

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[CzzC: due anni fa mi mossi in aiuto ad una studentessa universitaria con quest’analisi sulla semantica del TERMINE FAMIGLIA, arrivando a motivare la previsione di un attacco in grande stile di tipo coloniale sul significato del termine Famiglia in esproprio forzoso di un patrimonio semantico millenario e come tale attacco avrebbe piegato le sorti legali delle questioni trattate dalla lezione del suo prof in UniTN: allora non mi aspettavo che dopo solo due anni avremmo visto il pronunciamento legale UE del 13/03 in tal senso, forzato da maestri di pensiero dominante che avrebbero dovuto prioritariamente perorare ben altre cause in favore del bene comune europeo].

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea

(Guida al Diritto) 14 marzo 2012

Approfondimento del 14-03-2012 - Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea - 2011

Il matrimonio gay ottiene, in linea di principio, il via libera dalla plenaria di Strasburgo. I governi degli Stati membri, secondo il Parlamento europeo, non devono dare «definizioni restrittive di famiglia» allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli.

È la posizione espressa nella Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea presentata dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld ed approvato ieri dall'Eurocamera. Il passaggio più nettamente a favore dei matrimoni gay è contenuto nel paragrafo 7 del rapporto, che il Ppe voleva cancellare con un emendamento (bocciato in aula con 322 sì e 342 no). Dove il Parlamento “si rammarica dell'adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di "famiglia" con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli; ricorda che il diritto dell'UE viene applicato senza discriminazione sulla base di sesso o orientamento sessuale, in conformità della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea”.

 

Sono stati inoltre approvati, nonostante l'opposizione dei Popolari, i passaggi del rapporto in cui si chiede alla Commissione di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che già le ammettono “al fine di garantire un trattamento equo per quanto concerne il lavoro, la libera circolazione, l'imposizione fiscale e la previdenza sociale, la protezione dei redditi dei nuclei familiari e la tutela dei bambini”. E al Consiglio europeo di «riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale».

 

LE REAZIONI

- [CzzC: Vita Trentina minimizza con unniente di particolarmente nuovo sotto il sole” che potrebbe essere ingannevole]

- La Lega - «Se il Parlamento Europeo e la Commissione, dopo aver imposto direttive e regolamenti assurdi, pensano di cambiare anche la definizione di famiglia, si sbagliano di grosso». Così l'eurodeputata della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha commentato l'approvazione della risoluzione. «In Italia - ha aggiunto Bizzotto - non c'è la tutela giuridica della famiglia omosessuale, semplicemente perché la famiglia omosessuale non esiste, né mai esisterà».

- Il Pdl - «Possiamo discutere di tutto con civiltà e quella serenità che appartiene alla tradizione moderata del popolarismo europeo, ma la nostra priorità è sancita nel patto con gli elettori ed è la famiglia naturale, le giovani coppie, il sostegno alla natalità ed agli anziani. Il Segretario Alfano non ha fatto altro che ribadire le posizioni del nostro patto con gli elettori che ci ha permesso di essere il partito di maggioranza relativa in Parlamento e nel Paese». Lo ha affermato in una nota Antonio Mazzocchi, deputato del Popolo della Libertà e Presidente dei Cristiano Riformisti.

- L’Associazione “Certi diritti” - Plaude, invece, alla decisione l'Associazione Radicale Certi Diritti: “L'Italia si adegui all'Europa anziché al Vaticano”. E chiede al Governo ed al Parlamento italiano di «adottare leggi e politiche in questo senso, al di là degli Alfano e delle Bindi di turno, specularmente e vaticanamente conservatori rispetto alle tendenze più moderne che si affermano sempre più in Europa sul diritto di famiglia».

- L’Italia dei Valori - Per il responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini: «Il voto netto del Parlamento europeo ci dice una cosa molto semplice: l'Italia nei fatti è fuori dall'Europa dei diritti e delle libertà e la destra italiana rappresenta il vero ostacolo alla modernizzazione del Paese».

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[CzzC: La sberla UE 13/03 fa male, ed occorre tenere i nervi saldi per non cadere nel tranello, teso dai suddetti maestri di pensiero, di apparire arrabbiati offensivi, come i suddetti colonialisti avrebbero fregola di vederci esporre, per fare terra bruciata attorno alla Chiesa cattolica, soprattutto per quanto riguarda il consenso/dissenso giovanile, facendoci apparire, come al solito, oscurantisti medievali, incazzati perché fanatici ignoranti intolleranti: ad esempio non condivido le forme offensive di questo sdegno e ne tento una correzione fraterna].