La riformulazione di una VERITÀ SCIENTIFICA conferma la affidabilità del metodo scientifico

Convengo che le cosiddette «verità scientifiche siano le migliori candidate a rendere interessante il discorso sulla verità», ma ritengo che il metodo scientifico conservi la sua affidabilità anche quando una nuova teoria scientifica paresse smentire una sua precedente sullo stesso fenomeno.

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2023.08.30 <avvenire> Esiste davvero una verità scientifica? Il confine tra credenza e creduloneria è molto insidioso, serve una robusta resistenza epistemica, ovvero la capacità di intervenire con categorie che sappiano scovare l’elemento fallace alla luce di una esplicita teoria della conoscenza. Le verità scientifiche sono le migliori candidate a rendere interessante il discorso sulla verità, ma ... Vedi nel libro "La scienza aperta ..." due casi di teorie scientifiche che attraversarono errori, smentite e trasformazioni: la teoria del calorico che da Lavoisier porterà alla termodinamica, e quella del corpo nero di Planck che dal “nuovo teorema del calore” di Nernst lo condusse a individuare il quanto d’azione.

[CzzC: considero i suddetti due casi non come prova di fallibilità della cosiddetta verità scientifica, ma come ennesima prova della affidabilità del metodo scientifico, che, anche quando portasse ad una nuova teoria scientifica che paresse smentire la sua precedente per analogo fenomeno, di fatto ne perimetra meglio il dominio di definizione; ad esempio la legge F=m∙a deve essere modificata se la applichiamo in un dominio dove la velocità relativa tra osservatore e osservato si avvicina a quella della luce; analogamente altre leggi devono essere modificate (non smentite) quando il dominio di applicazione contempla condizioni limite come la prossimità allo zero assoluto, la prossimità a masse enormi (buchi neri supermassicci), la prossimità a particelle subatomiche, ...]