Il Presidente del Parlamento turco sostiene che l’attacco contro Afrin è jihad e che senza jihad non ci può essere vita

2018.03.12 <at1h 10’:10”/Radio3PrimaPagina e at 0/TuttaLaCittàNeParla> interviene Giovanni, pubblicista di BZ: il dipartimento di stato americano ha riconosciuto che «i curdi del Rojava sono state le forze migliori che hanno combattuto contro ISIS, ma con la Turchia non possiamo fare nulla». Anche l’Europa sta zitta su questo che è un vero crimine di guerra in una zona dove si stava sperimentando un progetto - unico in Medio Oriente - di democrazia, di pluralismo etnico e religioso e di emancipazione della donna, senza contare che Afrin aveva ospitato profughi in numero doppio della sua popolazione in questi cinque anni di guerra; tutto questo non sta bene alle mire espansionistiche del sultano che può approfittare del sostanziale nulla osta Occidentale: bisognerebbe dare vera informazione su quello che sta avvenendo su quel fronte e far sapere che in Turchia istruiscono i bambini con propaganda jihadista e che il Presidente del Parlamento turco ha detto che l'attacco contro Afrin è Jihad e che non ci può essere vita senza Jihad. [CzzC: cerco link di conferma]. È vergognoso il nostro silenzio omertoso sul massacro di una popolazione che ha detto esplicitamente che non vuole fare la guerra ma solo difendersi.

La conduttrice replica confermando che c’è poca sensibilità da parte nostra (per interessi economici e perché la Turchia fa parte come noi della Nato?); ad esempio nella manifestazione di fronte all’ambasciata turca all’inizio dell’attacco contro Afrin erano pochi i partecipanti.

Di questo massacro di democratici curdi, accoglienti profughi, emancipanti la donna, negatori della guerra se non per legittima difesa, siamo responsabili non solo col nostro silenzio complice, ma anche come alleati Nato del sultano massacratore: complicità che in visita a Roma avrà ben pagato con lauti contratti]

Odi anche

- at 10’/TuttaLaCittàNeParla testimonianza del giornalista e combattente Claudio Locatelli e del giornalista Giuseppe Dedonna corrispondente Agi, in aggiunta alla testimonianza di Jacopo Bindi: l’operazione di Erdogan è pulizia etnica della popolazione curda che aveva sconfitto Isis.

at 34’/TuttaLaCittàNeParla la canzone “La ragazza di Kobane” di David Riondino (qui il testo e immagini)

at 39’/TuttaLaCittàNeParla Luigi D'Alife regista del docu-filmBinxêt – sotto il confine” sulla vita del popolo curdo martoriato sul confine turco-siriano <bottomup>

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 20/03/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Erdogan, Turchia, curdi anti Isis e altri meno; danni; Aleppo, Deir Ezzor, Ghuta

 

2018.03.20 <glob> Violenze jihadiste ad Afrin: curdi malmenati, città devastata e saccheggiata; i video degli stessi mercenari al servizio di Ankara mostrano le sopraffazioni; I giovani che non si arruolano nelle milizie filo-turche arrestati. Pulizia etnica.