Offerte deducibili per il sostentamento dei sacerdoti

messaggio inviato nel Dic2012 ad alcune com-parrocchiane / i.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 08/03/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: ICSC, Sovvenire, ComInCamm

 

2012.12.gg Da: CzzC con nulla osta del Parroco – Dicembre 2012

A: comparrocchiana/o della Parrocchia di S.Giuseppe

 

Oggetto: offerte deducibili per il sostentamento dei sacerdoti

    Carissima/o comparrocchiana/o

       nella copia di Sovvenire che ti offro in promozione delle offerte in oggetto includo questo foglio ripescando un articolo che pubblicai anni fa su Comunità in cammino e che ti ripropongo per motivare l’invito della Conferenza Episcopale Italiana a farci carico del sostentamento dei nostri sacerdoti

- anche attraverso le OFFERTE LIBERALI deducibili dal 730

- e non solo attraverso la firma dell’8 per mille.

Perché occorrano anche le offerte oltre alla importante firma dell’8x1000 ti chiarirò appunto con l’articolo accluso.

- Se già tu facessi annualmente un’offerta all’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero, scusa la ridondanza di questo appello;

- se non ti interessasse fare l’offerta, scusa per il disturbo;

- se volessi saperne di più, mi renderei disponibile per qualunque richiesta di chiarimento: allo scopo mi troveresti al banco abbonamenti in tutte le Messe d’Avvento o tramite 3** 9*****4

o email ...

Un cordiale saluto e Buon Natale a te e ai tuoi cari.

Ciao. Carlo

_______________________________________________________________

Hai fatto l’offerta con l’apposito bollettino postale per il sostentamento del clero?

L’amico (che chiamerò NC) cui posi questa domanda mi replicò a sua volta con un interrogativo «non ne hanno abbastanza dell’8 per mille e delle offerte che facciamo ogni domenica a Messa ?». Stavo per dirgli di no, quando soggiunse «e poi i preti sarebbero più ricchi di me con i soldi che potrebbero attingere dalla Curia e dal Vaticano».

Le affermazioni di NC esprimevano esigenza di chiarimento rispetto al tam tam dei luoghi comuni in materia, ed egli mi pareva disponibile all’ascolto.

Cominciai a spiegargli che le finanze del Vaticano sono tutt’altro che floride, nonostante il valore dei beni artistici accumulati in 2 millenni; comunque il Vaticano deve provvedere per la Carità e la Missione di tutta la Chiesa mondiale, in particolare dove è più povera, mentre ai Sacerdoti italiani deve provvedere la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) come chiarirò più oltre. Quanto al Trentino, se la Curia vendesse tutti i suoi beni, è vero che potrebbe pagare per diversi anni i 13.000 euro lordi all’anno[1] che spettano ad ogni Parroco sprovvisto di entrate proprie, ma dopo quei diversi anni il problema si porrebbe più grave di adesso perché ora i sacerdoti possono essere sostenuti almeno in parte con le rendite di quei beni.

 

«Dopo che la Curia avrà venduto tutto, ci sarà la Providenza!» replicò NC.

Gli ricordai che nemmeno i Santi che più si affidarono alla Provvidenza[2] (come S.Francesco, Don Bosco, il Cottolengo e Madre Teresa di Calcutta) chiesero di svendere il patrimonio artistico e immobiliare accumulato nei secoli dalla Chiesa grazie all’operosità e generosità di laici e religiosi, beni i cui proventi servono per la carità, l’istruzione, la pastorale, beni che periodicamente furono depredati da regimi sanguinari che li usarono solo in minima parte per il bene comune.

Certamente i Vescovi usano i proventi di quei beni anche per pagare lo stipendio ai Sacerdoti, ma non bastano allo scopo e perciò i Vescovi italiani debbono attingere all’8x1000 per integrare tale stipendio.

 

«E in passato, prima dell’8x1000, come facevano a pagare i sacerdoti?» insistette NC.

Era lo Stato che pagava lo stipendio ai preti (la congrua) finché, a seguito del nuovo concordato (1989), cessarono la congrua ed altre sovvenzioni statali, mentre si convenne che fossero i fedeli di ogni Chiesa concordataria a provvedere alle necessità della stessa con 2 modalità:

1. firmando ogni anno una specie di referendum per stabilire quale parte dell’8 per mille dell’IRPEF lo Stato dovesse versare a quella specifica Chiesa,

2. versando offerte liberali, deducibili nella dichiarazione dei redditi[3].

 

«Io ho firmato l’8 per mille per la Chiesa Cattolica» aggiunse NC.

Bene: è anche grazie alla tua firma se alla Chiesa cattolica è stata assegnata la parte più consistente dell’8 per mille: questa somma la CEI vorrebbe destinare ad esigenze pastorali e caritative, ma per circa un terzo deve essere distolta ad integrare lo stipendio dei Sacerdoti, perché le offerte liberali dei fedeli sono ancora scarse (coprono meno del 10% del fabbisogno di sostentamento del clero).

 

«Io offro almeno un euro tutte le domeniche a Messa …» precisò NC.

Delle offerte raccolte durante le celebrazioni il Parroco si può trattenere circa 7 centesimi per abitante (in una parrocchia di 5.000 abitanti ammonta a 350 euro al mese la cosiddetta “quota capitaria”), mentre il resto va per le necessità della Parrocchia e, tramite la Diocesi, delle Parrocchie più povere.

 

«Ma la Diocesi, specie la nostra che è ricca, ci mette del suo per pagare i suoi preti?»

Sì, per integrare a 13.000 euro/anno lordi lo stipendio dei Sacerdoti, le Diocesi italiane mettono quasi il doppio di quanto versano i fedeli con le offerte deducibili, ed ovviamente le Diocesi più ricche contribuiscono più delle altre: come vedi, l’esiguità delle offerte deducibili a sostegno dei Sacerdoti fa sì che una notevole parte dei fondi delle Diocesi e dell’ICSC sia rivolta a tale scopo, sottratta ad esigenze pastorali e caritative.

 

«Quanti sono nella nostra Parrocchia quelli che fanno l’offerta deducibile per i Sacerdoti?».

Non lo so, ma sappiamo che solo 3 Italiani su mille si sono impegnati con l’offerta deducibile a sostenere fraternamente i Sacerdoti.

 

«Quanto versano mediamente?».

L’offerta media è di circa 60 euro e la maggior parte delle offerte viene fatta in dicembre, anche perché si può portare in deduzione con la dichiarazione dei redditi della successiva primavera.

L’offerta si effettua alla Posta utilizzando l’apposito bollettino di versamento che ho incluso in questa copia omaggio di Sovvenire, periodico che viene mandato gratis a casa a ciascun donatore e che informa sulla destinazione delle offerte raccolte e anche dell’8x1000.


[1] Mediamente servono 1.100 euro al mese lordi, di cui 350 vengono dalla Parrocchia e 750 debbono essere integrati dall’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero (ICSC); netti sono circa 950.

[2] La fiducia nella Provvidenza non ci esonera dall’usare laboriosità e preveggenza per preparare la risposta anche alle necessità di domani, come fa un buon padre di famiglia che cerca di accumulare beni per far studiare i figli o per aiutarli quando volessero avviare un’attività in proprio.

[3] le offerte sono deducibili se dirette ad Istituti concordatari come l’ICSC - Istituto Centrale di Sostentamento del Clero gestito dalla Conferenza Episcopale Italiana

 

Bozza di articolo da pubblicare su Comunità in cammino – dicembre 2005, che propongo come gli altri anni sul tema delle offerte deducibili per il sostentamento del clero.

Analogo articolo ristampai in dicembre 2012 per inserirlo nelle 200 copie omaggio di Sovvenire distribuite per promuovere le offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

 

Hai fatto l’offerta con l’apposito bollettino postale per il sostentamento del clero?

 

L’amico cui posi questa domanda mi replicò a sua volta con un interrogativo «non ne hanno abbastanza dell’8 per mille e delle offerte che facciamo ogni domenica a Messa ?». Stavo per dirgli di no, quando soggiunse «e poi i preti sarebbero più ricchi di me con i soldi che potrebbero loro dare la Curia o il Vaticano».

Le sue affermazioni in realtà esprimevano esigenza di chiarimento rispetto al tam tam dei luoghi comuni in materia, ed egli era disponibile all’ascolto.

Cominciai a spiegare che le finanze del Vaticano sono tutt’altro che floride, a parte il valore dei beni artistici accumulati in 2 millenni; comunque il Vaticano deve provvedere per la Carità e la Missione di tutta la Chiesa mondiale, in particolare dove è più povera, mentre ai Sacerdoti italiani deve provvedere la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) come chiarirò più oltre. Quanto al Trentino, se la Curia vendesse tutti i suoi beni immobili e mobili, è vero che potrebbe pagare per diversi anni i 13.000 euro lordi all’anno[1] che spettano ad ogni Parroco sprovvisto di entrate proprie; per diversi anni, ma poi ?

«Ci sarà la Providenza!» replicò il mio amico.

Ma anche i Santi che più si affidarono alla Provvidenza (ad esempio Don Bosco, il Cottolengo e Madre Teresa di Calcutta), mai chiesero di svendere il patrimonio d’arte e i beni accumulati nei secoli dalla Chiesa grazie all’operosità e generosità di laici e religiosi e nonostante le spoliazioni periodicamente operate da alcuni governi. I proventi del patrimonio ecclesiastico sono già impiegati in opere di carità, di culto e di pastorale, e le regole dell’economia insegnano che è necessaria un’oculata gestione - non la dismissione - di detto patrimonio (peraltro in progressivo smagrimento), se si vuole assicurare nel tempo il sostegno ai suddetti impieghi[2].

Sostegno che non basta a pagare anche lo stipendio ai Sacerdoti, a meno che non si vadano a tagliare gli altri interventi (carità, culto e pastorale)

«E in passato come facevano allora ?» insistè l’amico.

Era lo Stato che pagava lo stipendio ai preti (la congrua) finché, a seguito del nuovo concordato (1989), cessarono la congrua ed altre sovvenzioni statali, mentre si convenne che fossero i fedeli di ogni Chiesa concordataria a provvedere alle necessità della stessa con 2 modalità:

1.      firmando ogni anno per stabilire quale parte dell’8 per mille dell’IRPEF lo Stato dovesse versare a quella specifica Chiesa,

2.      versando offerte liberali, deducibili nella dichiarazione dei redditi se dirette ad Istituti concordatari come l’ICSC - Istituto Centrale di Sostentamento del Clero gestito dalla Conferenza Episcopale Italiana.

«Io ho firmato l’8 per mille per la Chiesa Cattolica».

Bene: è anche grazie alla tua firma se alla Chiesa cattolica, piuttosto che ad altre Chiese ed Associazioni concordatarie, è stata assegnata la parte più consistente dell’8 per mille, pari a circa 900 milioni di euro nel 2004. Questa somma sarebbe destinata ad esigenze pastorali e caritative, ma per circa un terzo deve essere distolta ad integrare lo stipendio dei Sacerdoti, perché le offerte liberali dei fedeli sono ancora scarse (coprono meno del 10% del fabbisogno di sostentamento del clero).

«Io offro almeno un euro tutte le domeniche a Messa …»

Delle offerte raccolte durante le celebrazioni il Parroco si può trattenere circa 7 centesimi per abitante (350 euro al mese in una parrocchia di 5.000 abitanti, detta “quota capitaria”), mentre il resto va per le necessità della Parrocchia e, tramite la Diocesi, delle Parrocchie più povere.

«Ma la Diocesi, specie la nostra che è ricca, non sovviene al sostentamento dei suoi Sacerdoti?».

Sì, per integrare a 13.000 euro/anno lordi lo stipendio dei Sacerdoti, le Diocesi italiane mettono quasi il doppio di quanto versano i fedeli con le offerte deducibili, ed ovviamente le Diocesi più ricche contribuiscono più delle altre: come vedi, l’esiguità delle offerte deducibili a sostegno dei Sacerdoti fa sì che una notevole parte dei fondi delle Diocesi e dell’ICSC sia rivolta a tale scopo, sottratta ad esigenze pastorali e caritative.

«Quanti sono nella nostra Parrocchia quelli che fanno l’offerta deducibile per i Sacerdoti?».

Non lo so, ma sappiamo che solo 3 Italiani su mille sono impegnati con l’offerta deducibile a sostenere fraternamente i Sacerdoti.

«Quanto versano mediamente?».

L’offerta media è di circa 60 euro. Durante tutto l’anno è possibile contribuire al sostentamento dei Sacerdoti, ma la maggior parte delle offerte viene fatta in dicembre, anche perché si può portare in deduzione già pochi mesi dopo con la dichiarazione dei redditi della successiva primavera.

L’offerta si effettua alla Posta utilizzando gli appositi bollettini di versamento disponibili nei contenitori a forma di campanile presso le nostre chiese.

Chi fa un’offerta per il sostentamento dei Sacerdoti riceve gratis a casa il periodico “Sovvenire” che informa sulle necessità della Chiesa e dettagliatamente sulla destinazione delle offerte raccolte, nonché dei fondi dell’8 per mille.


[1] Mediamente servono 1.100 euro al mese lordi, di cui 350 vengono dalla Parrocchia e 750 debbono essere integrati dall’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero (ICSC); netti sono circa 950.

[2] La fiducia nella Provvidenza non ci esonera dall’usare laboriosità e preveggenza per preparare la risposta anche alle necessità di domani, come fa un buon padre di famiglia che cerca di accumulare beni per far studiare i figli o per aiutarli quando volessero avviare un’attività in proprio.

 

ICSC per ComInCamm 2002: offerte deducibili è altra cosa rispetto all’8 per mille.

 

Il sostentamento dei sacerdoti con le offerte deducibili è altra cosa rispetto all’8 per mille.

La Conferenza Episcopale Italiana si rivolge a noi per ricordarci la più familiare delle presenze, quella dei sacerdoti, non solo di quelli che frequentiamo, ma di tutti i 38.000 sacerdoti diocesani italiani che dedicano la vita al servizio del prossimo e che hanno bisogno del nostro sostegno, in particolare quei 5.000 di loro che non sono più in grado di esercitare il ministero attivo, per ragioni di salute o di età.

Per il sostentamento dei sacerdoti fino al 1989 c’era il contributo statale (la cosiddetta congrua). Da allora siamo chiamati a contribuire direttamente noi fedeli, attraverso l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero, in una forma che è diversa dall’otto per mille.

Servono circa 1.000 euro al mese per ogni sacerdote, per pagare stipendio, imposte, contributi previdenziali e polizza sanitaria. Il coinvolgimento dei laici risponde dunque ad un’esigenza reale ma è allo stesso tempo una forma importante di corresponsabilità.

Il nuovo sistema di sostentamento, introdotto nel 1989 dal nuovo concordato con la rinuncia alla congrua statale, risponde ad esigenze di comunione e di equità: tutti hanno qualcosa e la distribuzione del sostentamento tiene conto del ruolo e del posto che ciascun sacerdote ricopre nonché delle difficoltà delle diverse situazioni. La raccolta delle offerte e delle altre fonti di finanziamento nonché la distribuzione delle disponibilità sono curate dall’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero.

Il fabbisogno annuo complessivo nel 2001 è stato di circa 480 milioni di euro.

Il 20% (97 milioni) è stato coperto da remunerazioni proprie di alcuni sacerdoti che hanno, ad esempio, lo stipendio di insegnante.

Un altro 20% è venuto dalle Diocesi, da Enti ecclesiastici e dalla cosiddetta quota capitaria (questo termine indica la facoltà del Parroco di trattenere dalla cassa parrocchiale 72,30 euro al mese per ogni 1000 abitanti).

Meno del 5% (20 milioni) è venuto dalle offerte dirette dei fedeli di cui stiamo parlando.

Per coprire il restante 55% (265 milioni), l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero è dovuto ricorrere ai fondi dell’otto per 1000.

Serve più consapevolezza da parte dei fedeli sulla necessità di provvedere con le offerte al sostentamento del clero, riducendo il ricorso ai fondi dell’otto per mille che si vorrebbe fossero integralmente utilizzati per opere di carità ed attività di evangelizzazione.

Per questo la Chiesa ci chiama ad una nuova presa di coscienza e ad incrementare le offerte per i sacerdoti, indirizzandole all’Istituto Centrale di Sostentamento del clero attraverso l’apposito bollettino postale, che si può trovare negli espositori a forma di piccolo campanile presenti solitamente presso l’ingresso delle chiese.

La firma dell’otto per mille è un’altra cosa, non ci costa nulla in più, mentre queste offerte per i sacerdoti sono un contributo personale. 

Sono dette anche offerte deducibili, perché quanto versato entro il 31 dicembre può essere portato in deduzione nella dichiarazione dei redditi della successiva primavera.

Chi fa un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti riceve gratuitamente a casa “Sovvenire”, il periodico che informa sulla raccolta delle offerte e sulle attività della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo.

E’ da qui, da questa tradizione risalente al cristianesimo delle origini, che oggi viene lo “stipendio” dei preti: i pastori sono affidati alla comunità dei fedeli.

Integrazione del testo letto in Chiesa ICSC promozione 2002.11.24

 

ICSC x ComInCamm 2003: Aiuta tutti i sacerdoti con le offerte deducibili.

 

Tra novembre e dicembre nelle 26.000 parrocchie italiane si celebra la giornata di sensibilizzazione sulle offerte per il sostentamento dei sacerdoti, che a livello nazionale quest’anno è stata proposta il 23 novembre.

L’offerta di ciascuno di noi, effettuabile tramite bollettino postale (la cui ricevuta può essere allegata alla dichiarazione dei redditi del prossimo anno per la deducibilità fiscale), contribuisce a creare equità di risorse per i sacerdoti, con la ripartizione che l’Istituto Centrale Sostentamento Clero effettua in base alle necessità.

Grazie al Concilio Vaticano II e, più di recente, al Concordato del 1984, ogni cristiano è chiamato a domandarsi da dove vengono le risorse per i suoi pastori, e a scoprire che sono affidati alla comunità. Oggi, infatti, i sacerdoti diocesani non ricevono più nulla direttamente dallo Stato (la “congrua” è cessata dal 1989),  e i fedeli sono responsabili del loro sostentamento.

Questo sistema ha l’obiettivo di offrire a tutti i sacerdoti le stesse possibilità (almeno 785 euro al mese più contributi e polizza sanitaria), stabilendo equità tra le parrocchie più grandi e quelle più deboli: solo per pochi sacerdoti questa cifra è coperta dalla “quota capitaria” (questo termine indica la facoltà del Parroco di trattenere dalle offerte raccolte 72,30 euro al mese per ogni 1000 abitanti) o da eventuali stipendi da insegnante. Per gli altri queste fonti non bastano e bisogna ricorrere alle offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

Ma non c’è l’otto per mille che consente il sostentamento dei sacerdoti ? E’ vero in parte, ma non sarebbe questa la finalità dell’8 per mille; chiariamo:

- quasi tre quarti dell’8 per mille viene effettivamente usato per il sostentamento dei sacerdoti, ma solo perché a tale sostentamento non bastano le donazioni dei fedeli (che coprono appena il 5% del fabbisogno);

- la firma dell’8 per mille a favore della Chiesa Cattolica è importante, anche se non ci costa nulla, perché lo Stato ripartisce l’8 per mille del gettito nazionale IRPEF in proporzione alle firme raccolte dalle varie chiese ed associazioni convenzionate;

- ma l’offerta fatta con il bollettino per il sostentamento dei sacerdoti è altrettanto importante, perché

  - realizza la nostra responsabilità economica alla missione della Chiesa invocata dal Concilio Vaticano II

  - libera risorse dell’8 per mille, che la CEI può dunque destinare alle finalità primarie del fondo 8 per mille, cioè ad opere di culto e di carità.

Purtroppo solo un italiano su tre ha sentito parlare delle offerte per il sostentamento del clero e solo uno su 300 è impegnato con l’offerta deducibile a sostenere fraternamente i ministri della sua fede.

I bollettini postali per fare l’offerta deducibile si trovano nei caratteristici campanili esposti all’ingresso delle chiese o presso gli stessi uffici postali.

Chi fa un’offerta riceve gratis a casa il periodico “Sovvenire” che informa sulle necessità della Chiesa e sulla destinazione delle offerte raccolte.

 

ICSC x ComInCamm 2004: Aiuta tutti i sacerdoti con le offerte deducibili.

 

Durante tutto l’anno è possibile contribuire con le nostre offerte al sostentamento dei sacerdoti utilizzando gli appositi bollettini di versamento postale disponibili nei contenitori a forma di campanile presso le nostre chiese, ma siamo  sensibilizzati all’offerta particolarmente in questo periodo perché dicembre è l’ultimo mese utile per fare il versamento con ricevuta inseribile tra gli oneri deducibili nella dichiarazione dei redditi della successiva primavera.

Ormai l’abbiamo sentito ripetere più volte: questa offerta deducibile è altra cosa rispetto all’otto per mille: con essa siamo chiamati ad alimentare il fondo per il sostentamento dei Sacerdoti, dopo che dal 1989 è cessata la “congrua” statale nei loro confronti.

Ma le offerte deducibili finora sono insufficienti (coprono meno del 10% del fabbisogno) ed allora l’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero) deve ricorrere ai fondi dell’8 per mille per poter dare ad ogni sacerdote la remunerazione spettantegli: se riuscissimo ad incrementare le offerte deducibili, la CEI potrebbe destinare ad opere di culto e carità maggiori quote dei fondi dell’otto per mille.

Purtroppo solo un italiano su tre ha sentito parlare delle offerte per il sostentamento del clero e solo uno su 300 è impegnato con l’offerta deducibile a sostenere fraternamente i ministri della sua fede.

Chi fa un’offerta per il sostentamento dei Sacerdoti riceve gratis a casa il periodico “Sovvenire” che informa sulle necessità della Chiesa e dettagliatamente sulla destinazione delle offerte raccolte.

Di seguito portiamo un esempio concreto di remunerazione dei sacerdoti:

- ad un sacerdote con 30 anni di servizio, parroco di una parrocchia di 5.000 abitanti, spetta oggi una remunerazione di 1.096 euro mensili lordi;

- di questi,  462 euro provengono direttamente dalla parrocchia  (7,23 centesimi di euro per abitante), mentre i restanti vengono erogati dall’ICSC, che, come sopra indicato,  attinge dalle nostre offerte e dai fondi dell’otto per mille;

- di 145,40 euro è l’imposta dovuta (su un imponibile di 606,67 euro);

- restano netti 950 euro mensili di remunerazione per il sacerdote.

 

Promozione  2003.11.30

 

Celebriamo oggi nella nostra Parrocchia la Giornata di sensibilizzazione sulle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti: si tratta di un sistema di donazioni, che chiama noi fedeli a garantire ai sacerdoti le risorse necessarie per un loro dignitoso sostentamento.

Cessata la “congrua” statale, durata fino al 1989, servono oggi circa 1.000 euro al mese per ognuno dei 38.000 sacerdoti in Italia (33.000 diocesani e 5.000 religiosi), per pagare stipendio, imposte, contributi previdenziali e polizza sanitaria.

All’uscita vi verrà offerto gratuitamente il periodico Sovvenire, che risponde in forma chiara a tutte le domande che ci possiamo porre sul sistema di sostentamento dei Sacerdoti. All’interno di Sovvenire troverete un bollettino postale che potrà essere usato per fare un’offerta, deducibile dalla prossima dichiarazione dei redditi.

Una domanda frequente è questa: «Perché sono state create le offerte deducibili ? Non basta l’otto per mille ?».

La risposta: l’otto per mille dovrebbe servire principalmente per le esigenze di culto della popolazione e per gli interventi di carità: purtroppo quasi tre quarti dell’8 per mille deve essere impiegato per garantire il sostentamento dei sacerdoti, perché sono insuffcienti le offerte deducibili versate dai fedeli; infatti queste coprono solo il 5% della necessità del sostentamento.

Ci proponiamo di incrementare le offerte deducibili, in modo che l’8 per mille possa essere impiegato di più a sostegno delle opere di culto e di carità.

Chi fa un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti riceve gratuitamente a casa “Sovvenire”, e così sarà informato trimestralmente sulla raccolta e la destinazione delle offerte.

Con le nostre offerte, anche i sacerdoti delle comunità più piccole e bisognose possono dedicarsi a tempo pieno all’annuncio del Vangelo.

 

Promozione 2002.11.24 giornata nazionale di sensibilizzazione sulle offerte per i sacerdoti

 

Offriamo tre minuti del nostro tempo per accogliere l’invito della Chiesa a comprendere e a diffondere le motivazioni che stanno alla base delle offerte per i sacerdoti.

Sono circa 33.000 i sacerdoti diocesani che operano nelle parrocchie italiane, mentre altri 5.000 sono impossibilitati ad operare per ragioni di salute o di età. Per il loro sostentamento fino al 1989 c’era il contributo statale (la cosiddetta congrua). Da allora siamo chiamati a contribuire direttamente noi fedeli, attraverso l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero, in una forma che è diversa dall’otto per mille.

Servono circa 1.000 euro al mese per ogni sacerdote, per pagare stipendio, imposte, contributi previdenziali e polizza sanitaria. Come si copre questa necessità ?

Portiamo pazienza se dobbiamo ascoltare un po’ di numeri.

Il fabbisogno annuo complessivo è di quasi 500 milioni di euro.

Il 20% è coperto da remunerazioni proprie di alcuni sacerdoti che hanno, ad esempio, lo stipendio di insegnante.

Un altro 20% viene dalle Diocesi, da Enti ecclesiastici e dalla cosiddetta quota capitaria (questo termine indica la facoltà del Parroco di trattenere dalla cassa parrocchiale 72,30 euro al mese per ogni 1000 abitanti).

Solo il 5% viene dalle offerte dirette dei fedeli di cui stiamo parlando.

Per coprire il restante 55%, l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero deve ricorrere ai fondi dell’otto per 1000, fondi che si vuole, invece, destinati ad interventi caritativi, opere di culto e pastorale.

Per questo la Chiesa ci chiama ad una nuova presa di coscienza e ad incrementare le offerte per i sacerdoti, indirizzandole all’Istituto Centrale di Sostentamento del clero attraverso l’apposito bollettino. La firma dell’otto per mille è un’altra cosa, non ci costa nulla in più, mentre queste offerte per i sacerdoti sono un contributo personale. 

Sono dette anche offerte deducibili, perché quanto versato entro il 31 dicembre può essere portato in deduzione nella dichiarazione dei redditi della successiva primavera.

Chi fa un’offerta per il sostentamento dei Sacerdoti riceve gratuitamente a casa “Sovvenire”, il periodico che informa sulla raccolta delle offerte e sulle attività della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo.

All’uscita dalla chiesa vi verrà proposta gratuitamente una copia di “Sovvenire”, contenente il bollettino postale e le istruzioni per effettuare l’offerta per il sostentamento dei Sacerdoti.

Come nelle comunità cristiane delle origini, queste nostre offerte realizzano la corresponsabilità economica alla missione della Chiesa.

 

Foglietto avviso promozione 2001.12.02 e 09

Offerte per il sostentamento dei Sacerdoti.

Ogni giorno nelle parrocchie i fedeli possono contare sulla presenza dei Sacerdoti che dedicano la vita all’annuncio del Vangelo: la loro opera è un dono prezioso per tutti, ma ha anche bisogno del sostegno di tutti.

Le offerte che i fedeli versano - con bollettino postale o tramite banca - all’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero, vengono distribuite a tutti i Sacerdoti, specialmente a quelli che ne hanno più bisogno. La ricevuta dell’offerta può essere portata in deduzione dal proprio reddito IRPEF con la dichiarazione dei redditi ed è per questo motivo che le offerte per il sostentamento dei Sacerdoti sono dette anche offerte deducibili.

L’offerta deducibile è una forma di sostegno economico nata una decina di anni fa, quando venne eliminato il sostegno statale ai Sacerdoti (la congrua); ma questa offerta non è ancora entrata nella vita normale delle nostre comunità, tant’è che quanto raccolto non arriva a coprire nemmeno il 10% del fabbisogno di sostentamento dei Sacerdoti.

Molti fedeli pensano ancora che il sostentamento dei Sacerdoti si debba fare con l’8 per mille: non è così, perché l’8 per mille si vorrebbe destinato alle opere di carità, alle opere pastorali e alle opere di culto, e non al sostentamento dei Sacerdoti che oggi, invece, come accadeva nella Chiesa dei primi secoli, sono affidati alle offerte dei fedeli. Ogni Sacerdote dovrebbe poter contare mediamente su un milione e mezzo di lire per 12 mensilità, ma solo per alcuni di loro questa cifra è coperta dalle offerte della propria comunità o da eventuali stipendi da insegnante, mentre queste fonti non bastano per molti altri di loro, quelli delle comunità più piccole e più povere che rappresentano circa la metà delle parrocchie italiane.

A questi ultimi l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero distribuisce le offerte deducibili che i fedeli inviano con il bollettino postale o tramite banca; peraltro, per coprire il fabbisogno, si deve attingere pure all’8 per mille.

Chi fa un’offerta per il sostentamento dei Sacerdoti riceve gratuitamente a casa Sovvenire, il periodico che informa sulla raccolta di offerte e sulle attività della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo.

La ricevuta dell’offerta fatta entro il 31 dicembre può essere portata in deduzione dal reddito IRPEF con la dichiarazione dei redditi (mod. 730 o modello Unico) della prossima primavera.

All’uscita dalla chiesa vi verrà proposta gratuitamente una copia di “Sovvenire”, contenente le istruzioni per chi volesse effettuare l’offerta per il sostentamento dei Sacerdoti, esercitando quella condivisione e corresponsabilità che caratterizzava le comunità cristiane delle origini.

Se possibile per sabato sera 22/12 e per domenica 23/12/2001.