IMU ai non profit sì/no: il Consiglio di Stato boccia i criteri

perché troppo eterogenei nella valutazione del costo delle prestazioni erogate dai non profit esentati: gratuità, simbolicità, non più della metà, non copertura integrale ...

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 29/04/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: ONLUS Odv e simili, sussidiarietà, vuolsi soffocare, solidarietà, volontariato; http://www.xamici.org/rs/2012/10.10_IMUeNONprofitA.SantuariOdiernaLegge174.htmsentenza cassazione

 

↑2012.10.09 trassi da Avvenire 09/10/2012 pag 13: IMU ai non profit: l'attuale regolamento è bocciato dal Consiglio di Stato per criteri troppo eterogenei nella valutazione del costo delle prestazioni erogate dai non profit esentati: gratuità, simbolicità, non più della metà, non copertura integrale: mi chiedo se non sia opportuno mandare certi legislatori ad un corso di alfabetizzazione normativa, magari in Germania nella fattispecie, almeno per rintuzzare il sospetto che abbiano fatto apposta ad incasinare la norma, inciuciati con gli azzeccagarbugli famelici di lucro e di tempi lunghi della giustizia; se nell'azienda in cui lavorai anche in stesura di circolari ne avessimo fatta una con coltale aleatorietà di applicabilità, ci avrebbero quantomeno diffidato dal ricimentarci in materia].

Non profit «Risolveremo il nodo tecnico Imu»

« Troveremo la soluzione». Il parere (negativo) del Consiglio di Stato sul regolamento sull’Imu delle organizzazioni non profit è stato reso noto ieri, dopo le anticipazioni dei giorni scorsi ...  Si confermano quindi inappropriate e fuorvianti certe sintesi dei mass media, secondo le quali il Consiglio avrebbe «bocciato l’Imu alla Chiesa ».

Di «Chiesa» il testo come è ovvio non parla mai, riguardando la materia il variegato e articolato mondo delle organizzazioni non profit, delle confessioni religiose che hanno stipulato un’Intesa con lo Stato e, appunto, della Chiesa cattolica. E la «bocciatura» non riguarda la sostanza del decreto, ma è una critica a proposito di competenza ed eterogeneità. Un parere – come annotavamo già sabato scorso – «autorevole» per quanto «discutibile». In particolare, ci sarebbe il problema dell’eterogeneità dei criteri seguiti:

- «In alcuni casi è utilizzato il criterio della gratuità o del carattere simbolico della retta (attività culturali, ricreative e sportive);

- in altri il criterio dell’importo non superiore alla metà di quello medio previsto per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità commerciali (attività ricettiva e in parte assistenziali e sanitarie);

- in altri ancora il criterio della non copertura integrale del costo effettivo del servizio (attività didattiche)».

I giudici amministrativi non entrano nel merito della sostanza della questione: «Non è questa la sede per verificare la correttezza di ciascuno di questi criteri»; essi si limitano ad annotare che «la loro diversità ed eterogeneità rispetto alla questione dell’utilizzo misto conferma che si è in presenza di profili che esulano dal potere regolamentare in concreto attribuito».

 

Che fare, a questo punto? Per i giudici amministrativi «tali profili potranno essere oggetto di un diverso tipo di intervento normativo o essere lasciati all’attuazione dell’ordinamento interno e di quello dell’Unione Europea in tema di attività non commerciali». Da parte sua, il ministro Grilli assicura che sarà trovata «la soluzione tecnica appropriata ».

 

Umberto Folena