Per Umberto Eco la RELIGIONE È COCAINA DEI POPOLI

U.Eco: «mi veniva da riflettere che forse (se talora la religione è o è stata oppio dei popoli) più spesso ne è stata la cocaina. Forse l'uomo è animale psichedelico» [CzzC: pongo domande all’autore, sgamandone inganni retorici e paralogismi; e se li usasse per la stessa ragione che non nocque a Dario Fo nell’ottenere il Nobel della letteratura?]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 30/06/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: pensiero debole, relativismo, punteggio in gara Nobel per la letteratura?

 

↑2007.12.27 traggo da <espresso/repubblica (hcopy qui)> cosa intende Umberto Eco per cocaina dei popoli: l’11/10/2011 posi domande all’autore per trasparenza ed in aiuto al discernimento.

Continua qui di seguito con keys: causa effetto, utopia, surrettiziamente, bene comune, laicismo, radici cristiane, cristiani perseguitati, massoni, Cristeros, «Gott mit uns», «Écrasez l’Infâme», agnello/lupo, Azione Cattolica prima del motivato rigettato, illuminate matrici a te non invise, memore che anche tu in gioventù alzasti il pugno chiusoe se allettasse un premio di serie Dario Fo?

All’ Egr. autore/editore dell’articolo qui ripreso:

- spero che non consideriate violazione del © se mi son permesso, commentandolo, di trascrivere tutto l’articolo di Umberto: intendo così non equivocare l’autore con stralci od omissis; se, invece, ravvisaste violazione di © in questa mia pagina, vi pregherei di darmene immediata notizia perché provvederei immediatamente ad eliminare l’oggetto della violazione

- anche per cristiana trasparenza, l’11/10/2011 ho mandato un messaggio ad Umberto Eco, palesandogli questa mia pagina web.

La cocaina dei popoli

di Umberto Eco

Non sono sicuro che abbia ragione José Saramago quando scrive che se tutti fossimo atei vivremmo in una società più pacifica. Ma qualche riflessione l'inducono sia il 'Gott mit uns' che il 'God bless America'

(07 dicembre 2007)

In un recente dibattito dedicato alla semiotica del sacro si era finiti a un certo punto di parlare di quella idea che va da Machiavelli a Rousseau, e oltre, di una 'religione civile' dei Romani, intesa come insieme di credenze e di obblighi capace di tenere insieme la società [CzzC: tu stesso osservi essere ciò “non male/virtuoso”, ma mi par superficiale miscelarle entropicamente nel termine religione tutte le fedi come se fossero equivalenti per il bene e il male comune]. E' stato fatto notare che da questa concezione, in sé virtuosa, si arriva facilmente all'idea della religione come 'instrumentum regni' [CzzC: convengo che si possa “arrivare” a tale idea/intento, perché anche i male intenzionati possono servirsi della buona fede del popolo per loro loschi interessi, ma qui, Umberto, miri surrettiziamente a passarcela come relazione di causa effetto deterministica, forse per trasferire verso la fede (supposta causa) l’antipatia ovviamente suscitata dalla nocività dei supposti effetti], espediente che un potere politico (magari rappresentato da miscredenti) usa per tenere buoni i propri sudditi.

 

L'idea era già presente in autori che avevano esperienza della religione civile dei romani e per esempio Polibio ('Storie' VI) scriveva a proposito dei riti romani che "in una nazione formata da soli sapienti [CzzC: condividi che sia utopia, Umberto, passata surrettiziamente come obiettivo raggiungibile, e quindi usabile come espediente per screditare il concreto operare per il bene comune della maggior parte dei credenti (c’è anche una parte sedicente credente che opera male, convengo)], sarebbe inutile ricorrere a mezzi come questi, ma poiché la moltitudine è per sua natura volubile e soggiace a passioni di ogni genere, a sfrenata avidità, ad ira violenta, non c'è che trattenerla con siffatti apparati e con misteriosi timori [CzzC. e invece mi parrebbe proprio il compito di una sana democrazia laica (non laicista) gestire/trattenere i cittadini ammettendo la pluralità delle fedi; per quanto mi riguarda collaboro con chiunque ateo (o di altra fede) operi per il bene comune, senza fare la guerra ai suoi pari filantropi credenti; purtroppo, mentre osservo spesso i credenti collaborare in tal senso anche con miscredenti rispettandoli, molti di questi noto incapaci di leale collaborazione e propensi a screditare i credenti; perciò non mi resta che augurare a te, Umberto, e a chi la pensa come te in merito, buon lavoro nell’operare per il bene comune a prescindere dalla fede cattolica e nonostante la guerra che le fate (dico fede cattolica perché non conosco abbastanza le altre fedi da prenderne parimenti le difese)]. Sono per questo del parere che gli antichi non abbiano introdotto senza ragione presso le moltitudini la fede religiosa e le superstizioni sull'Ade, ma che piuttosto siano stolti coloro che cercano di eliminarle ai nostri giorni. I Romani, pur maneggiando nelle pubbliche cariche e nelle ambascerie quantità di denaro di molti maggiori, si conservano onesti solo per rispetto al vincolo del giuramento; mentre presso gli altri popoli raramente si trova chi non tocchi il pubblico denaro, presso i Romani è raro trovare che qualcuno si macchi di tale colpa".

 

Se pure i romani si comportavano così virtuosamente in epoca repubblicana, certamente a un certo punto hanno smesso. E si può capire perché secoli dopo Spinoza desse un'altra lettura dello 'instrumentum regni', e delle sue cerimonie splendide e accattivanti: "Ordunque, se è vero che il segreto più grande e il massimo interesse del regime monarchico consistono nel mantenere gli uomini nell'inganno e nel nascondere sotto lo specioso nome di religione la paura con cui essi devono essere tenuti sottomessi, perché combattano per la loro schiavitù come se fosse la loro salvezza. è altrettanto vero che in una libera comunità non si potrebbe né pensare né tentare di realizzare nulla di più funesto" ('Trattato teologico politico'). [CzzC: mi pare che milioni di umili ed operosi credenti cattolici e migliaia di santi (recenti come Madre Teresa di Calcutta, o meno), abbiano operato per il bene comune della società di Spinoza e stiano operando per il bene comune di quella nostra, Umberto, in maniera tutt’altro che funesta: potresti verificare soprattutto tra le persone giovani e/o sole che vivono le nuove povertà moderne e, se convenissero sulla funzione tutt’altro che funesta della cattolicità pro bene comune, spero che tu e Spinoza non vogliate giustificarvi col solo fatto che ‘sti poverelli non abbiano letto le tue pubblicazioni].

 

Di qui non era difficile arrivare alla celebre definizione marxiana per cui la religione è l'oppio dei popoli. [CzzC: valga quanto suddetto: anche se un collegamento retorico apparisse facile, ciò non implicherebbe che sia semanticamente provante una relazione di causa-effetto, anche perché non sono poche le menti non oppiate ammirate anche da te, Umberto, a ritenere che buona parte della parte buona residuante nella civiltà occidentale deriva in larga misura da radici cristiane]. Ma è vero che le religioni hanno tutte e sempre questa 'virtus dormitiva'? Di opinione nettamente diversa [CzzC: qui l’aggettivo “diversa” è un altro trucco retorico, perché sai bene, Umberto, che porta acqua allo stesso tuo mulino] è per esempio José Saramago che a più riprese si è scagliato contro le religioni come fonte di conflitto: "Le religioni, tutte, senza eccezione, non serviranno mai per avvicinare e riconciliare gli uomini e, al contrario, sono state e continuano a essere causa di sofferenze inenarrabili, di stragi, di mostruose violenze fisiche e spirituali che costituiscono uno dei più tenebrosi capitoli della misera storia umana" (da 'la Repubblica', 20 settembre 2001). [CzzC: osservo ancora ricorrere il retorico trucco di mescolare le varie fedi in un unico calderone denigratorio; non intendo prendere le difese di tutte le religioni, ma mi pare che la fede cattolica, pur con gli errori che anche alcuni sedicenti cattolici hanno fatto nella storia, sia stata ben più vittima che carnefice nelle citate sofferenze; e se il lontano passato non autorizzasse a fare tale confronto, si guardi il secolo scorso e l’attuale, i più cruenti secoli di martirio cristiano].

 

Saramago concludeva altrove che "se tutti fossimo atei vivremmo in una società più pacifica". Non sono sicuro che abbia ragione, ma certo sembra che indirettamente gli abbia risposto papa Ratzinger nella sua recente enciclica 'Spe salvi' dove ci dice che al contrario l'ateismo del XIX e del XX secolo, anche se si è presentato come protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale, ha fatto sì che "da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia".

 

Mi viene il sospetto che Ratzinger pensasse a quei senzadio di Lenin e Stalin [CzzC: altro trucchetto, caro Umberto, ma non ci serve scomodare Shopenhauer per sgamarti: Il Papa si riferiva quantomeno anche a Hitler, oltre che ad altri sedicenti fedeli marxisti come Pol Pot o fedeli massoni come quelli che hanno sterminato i Cristeros, ma dimenticare Hitler ti serve giustappunto per portare al tuo mulino il “Gott mit uns”], ma dimenticava che sulle bandiere naziste stava scritto 'Gott mit uns' (che significa 'Dio è con noi') [CzzC: Umberto, sei tu a dimenticare che i nazisti furono persecutori della fede in Dio non solo ebraica, e che le scritte sulle cinture, come le parole tue, possono essere non di rado ingannevoli, non solo quelle pubblicitarie, e dimentichi,sempre surrettiziamente, di precisare che furono ben più i non cattolici che i cattolici a tifare per Hitler e similari stragisti di inermi; ma se troppo illuminato per non mirare come Voltaire sogghignando con lui “Écrasez l’Infâme, schiacciate l’infame, cioè la chiesa cattolica ecrasez], che falangi di cappellani militari benedicevano i gagliardetti fascisti [CzzC: e vai con i trucchi retorici, Umberto: tu sai che la benedizione dei soldati in armi non significa benedizione delle armi (lo fu talvolta secoli fa), come la benedizione di un condannato a morte non significherebbe approvazione dei suoi crimini: sai bene che c’erano cappellani benedicenti i soldati di eserciti contrapposti, tutte creature umane in imminente pericolo di vita], che ispirato a principi religiosissimi e sostenuto da Guerriglieri di Cristo Re era il massacratore Francisco Franco (a parte i crimini degli avversari, è pur sempre lui che ha cominciato [CzzC: Umberto, non mi perito di difendere Franco, ma permettimi di difendermi dal tuo tentativo di farmi fesso, mentre cerchi di indurmi a credere che nessun crimine avessero commesso gli avversari di Franco prima che questo “cominciasse”, e ti guardi bene dal nominare che strage fecero dei guerriglieri di Cristo Re in Messico certi labari massonici probabilmente a te non invisi], che religiosissimi erano i vandeani contro i repubblicani [CzzC: ancora inversione storica di agnello/lupo, Umberto! Ci pare che furono gli irreligiosi repubblicani, tifanti le solite illuminate matrici a te non invise, a sterminare i religiosissimi vandeani, fino al punto che un generale si rifiutò di proseguire il massacro di innocenti] che avevano pure inventato una Dea Ragione ('instrumentum regni'), che cattolici e protestanti si sono allegramente massacrati per anni e anni [CzzC: questo sì, e non allegramente, e, per quanto sia brutto fare la conta dei morti, quelli delle guerre tra cattolici e protestanti in centinaia di anni furono migliaia di volte meno delle vittime innocenti causate da regimi nemici della fede in pochi decenni del secolo scorso, compresi quelli di colore simile al sangue innocente profuso, che tifavi quantomeno in gioventù], che sia i crociati che i loro nemici erano spinti da motivazioni religiose [CzzC: questo sì, ma ad impalare centinaia di mariti cristiani davanti alle loro mogli sulle nostre coste erano i predatori di una religione i cui fanatici ancora oggi mietono migliaia di vittime innocenti pure a casa loro e schiavizzano gli infedeli: non mi pare che i cristiani facciano altrettanto male alle mogli e alle figlie di quella fede], che per difendere la religione romana si facevano mangiare i cristiani dai leoni [CzzC: mi pare, Umberto, che il martirio dei cristiani fu provocato da ben altre ragioni oltre a quella da te semplicemente addotta], che per ragioni religiose sono stati accesi molti roghi [CzzC: questo sì, tristissimo; ma (perdona la triste conta) dovresti anche sapere che i più tanti di quei roghi non arsero in terre cattoliche, e che tutti assieme nei secoli quei bruciati non assommerebbero a un centesimo degli innocenti ghigliottinati in pochi anni dal terrore ateo della tua cara rivoluzione illuminata o massacrati da un noto regime massonico messicano e nemmeno a un millesimo degli innocenti mandati a “bruciare più lentamente” di freddo da un noto regime ateo dell’est in pochi decenni del secolo scorso, similmente al quale anche tu in gioventù alzasti il pugno chiuso], che religiosissimi sono i fondamentalisti musulmani, gli attentatori delle Twin Towers, Osama e i talebani che bombardavano i Buddha [CzzC: Umberto, non ti par di ingannare mettendo sullo stesso piano la fede cattolica (che quantomeno permette abiura senza problemi, come tu stesso provasti) con quella degli integralisti islamici (che, ad esempio, sai come fatwano i loro denigratori per non parlare di cosa comminano ai loro abiuri)], che per ragioni religiose si oppongono India e Pakistan [CzzC: anche qui mi pari ingannevole nel citare il conflitto tra integralisti musulmani e indù supponendoli sullo stesso piano della fede cattolica che da quelle parti viene perseguitata proprio perché rivendica la pari dignità di ogni essere umano, a prescindere dalla fede professata o dallo stato sociale – vedi Paria , caste, esempi di odierna persecuzione anticristiana], e che infine è invocando 'God bless America' che Bush ha invaso l'Iraq. [CzzC: fregandosene di quello che diceva il Papa]. Per cui mi veniva da riflettere che forse (se talora la religione è o è stata oppio dei popoli) più spesso ne è stata la cocaina. Forse l'uomo è animale psichedelico.

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P.S.

[CzzC 11/10/2011: caro Umberto, a me pare che tu ti faccia un po’ condizionare dall’essere stato un dirigente di Azione Cattolica e poi aver rigettato la tua fede con l’aiuto di S.Tommaso come precisasti. A mio modesto avviso dovresti sentirti molto più libero di aver rigettato la tua fede (mal non te ne incolse, anzi, forse gran parte della tua fortuna deriva da quell’abiura illuminata, oltre che dalla tua professionalità): se veramente ti sentissi libero da quel passato, potresti aver meno bisogno di ricorrere a tanti trucchi retorici per dimostrare alla gente che hai fatto bene a cambiare idea sulla fede cattolica: ricorrendo a fraseologie grossolane, invece, potresti rischiare di far sospettare che ti siano venuti dei dubbi in merito e che tu stia cercando di convincere te stesso (gli altri ci sgamano i trucchi solitamente più facilmente di come noi sgamiamo gli inganni che facciamo a noi stessi). Confermo che queste mie sono solo supposizioni, colgo degli indicatori, quindi faccio correlazioni aggettivabili infondate come altre sopra; tuttavia ti inviterei a non spararle troppo grosse su campi rispettati da tanti tuoi pari dotti, come quando del Papa (alla vigilia del suo viaggio in Germania, dove poi ottenne straordinaria riconoscenza ed apprezzamento anche dai suoi detrattori) dicesti 20/09/2011 «Le sue (di Ratzinger, nda) polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane, nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole». Permettimi di chiederti se ti senti veramente più forte ed attrezzato del Papa nel sostenere e difendere il BENE COMUNE DELL’UMANITA’. Che tu dica sì o no, ti auguro buon lavoro concreto per tale obiettivo, sperando di rileggerti con meno male parole, anche perché qualcuno potrebbe ritenerle poco dignitose per un solone universitario par tuo, forse pure Nobelabile in letteratura come Dario Fo … Oddio! E se fosse proprio … Scusa, a pensar male si fa peccato (termine usato dai credenti) mentre a te basta il concetto di reato]