IMMIGRATO MALTRATTATO dal controllore e difeso da un altro passeggero del treno

SE fosse tutto vero quanto riferito su fb dal difensore, sarebbe opportuno segnalarlo alla dirigenza delle Ferrovie per prevenire altri analoghi casi, il che senza accampare compensazione con casi in cui il maltrattamento avviene all’inverso.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 09/02/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: immigrati maltrattati; fraternità, accoglienza povertà profughi<>migranti economici; corridoi umanitari; tolleranza, respingimenti immigrazionismo

 

2019.02.08 il “SE” in sommario non fu ridondante: da ZX apprendo che

- Trenitalia si è mossa sul caso, ma le cose non sono andate esattamente come riferito su fb

- il sospettato di irregolarità è un noto portoghese, habitué su quella corsa, tra le più problematiche della tratta VR-Brennero), più volte beccato, anche fuori provincia, con la tessera non obliterata e magari senza credito;

- che ultimamente sui treni tiri una brutta aria è comunque vero.

 

↑2019.02.06 coraggioso e civilissimo il comportamento del passeggero difensore; detestabile il comportamento del controllore se fosse avvenuto come da <narrazione.fb> dal difensore, che riassumo

- sul Treno RegV2261 (Brennero - Bologna) delle 15.10 vedo un cliente viaggiatore africano nero (~25enne) e il capotreno che gli urla tentando di trascinarlo: lo minaccia contestandogli di non essere in regola col biglietto e gli sequestra la tessera a scalare;

- avvicinandoci ad Ala, la stazione di destinazione dello sfortunato viaggiatore, quest'ultimo va a chiedere al controllore la restituzione della tessera e lo prega di usare l’apparecchio verificatore per appurare che la tessera a scalare sia stata usata per questa corsa;

- il controllore continua a trattarlo male e non gli vuole restituire la tessera, mentre altri viaggiatori altercano con oscenità e nefandezze il ragazzo impaurito e in difficoltà con l’italiano;

- mi alzo e con cortesia mi offro mediatore, interloquendo in inglese, e offrendomi di pagare il contestato ammanco, per buona pace;

- mi fanno capire che il mio aiuto non è stato richiesto e che il ragazzo è colpevole di non aver passato la tessera nella macchinetta per scalare il costo della corsa;

- il ragazzo asserisce invece di aver passato la tessera nella macchinetta;

- chiedo al controllore di verificare la tessera con l’apposito apparecchio in dotazione, ma egli dice che il viaggiatore avrebbe dovuto esibire la ricevuta stampata dalla macchinetta di validazione;

- insisto a chiedere al controllore di usare l’apparecchio verificatore, ma alla fine egli ammette di non averlo con sé;

- mentre spiego agli astanti che il ragazzo è probabilmente in regola, ma che manca l’apparecchio per appurare tale regolarità, il controllore fa una telefonata probabilmente ai suoi superiori, e poi ci dice che è tutto a posto e rende la tessera al richiedente, senza scuse;

- ad alta voce spiego ai vari curiosi, maldicenti o silenti, che l’indecoroso spettacolo era frutto di pregiudizio seminato anche da cattivi maestri, anche da cattiva politica;

- vorrei che questa testimonianza arrivasse anche al neo-presidente leghista della Provincia Autonoma di Trento, che, sulla scia della neo-politica centrale, ha deciso

  - di cancellare i corsi di lingua italiana ai richiedenti di asilo ospitati in Trentino,

   - di togliere la tessera di trasporto (credo abbiano lasciato solo qualche corsa al mese) ai richiedenti asilo e di regalarla invece a pensionati over 70, senza criteri di reddito,

  - di depotenziare il percorso di inserimento e di integrazione he era stato costruito per i pochi richiedenti di asilo ospitati nel Trentino.

- Cari Trentini, non fatevi usare, non fatevi aizzare razzisti, resistiamo stando dalla parte della giustizia, dell'amore, dell'umanità, dell’ascolto: le difficoltà si superano nell'unione, con pazienza e prudenza.