È il CAPITALE CHE ODIA IL PRESEPE? Sni: cerca meglio nel laicismo sbieco illuminato

Secondo <d.fusaro> il capitale odia il Presepe per il processo di “sdivinizzazione” (Heidegger) prodotto dal nichilismo del capitale, che non accetta simboli di trascendenza, aziona terrorismo finanziario, sfavilla luci e brand di Coca-Cola per riconfigurare il Natale come sacro giorno di celebrazione del consumo, nuova religione di quello che Pasolini chiamava l’edonismo neolaico.

[CzzC: sni: non è peculiarità del capitale quanto suddetto, c’è anche un capitale non avverso alla trascendenza e alla dignità dei più deboli, anzi, che li soccorre, come avvenne nei secoli con i beni della Chiesa che alimentavano istruzione, ospedali e assistenza mentre i re e imperatori usavano i soldi per le guerre ignorando l’welfare; è vero che i peggiori nemici dei Presepi sono solitamente devoti della dea pecunia, ma hanno maggior correlazione con il laicismo sbieco illuminato che avversa la presenza pubblica e i simboli del cristianesimo come non fa con i simboli del temibile islamismo, anzi, abusa del secondo per sradicare il primo in divide et impera]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 01/12/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2018.12.24 annoto una interessante testimonianza che Nx confida su <fb> quando nel '68, ancora studente di Ingegneria fondai con Dy, altri studenti e qualche portuale, il Comitato di Base di Piazza Pzzx, impestammo tutto il Centro con un manifesto serigrafato "Natale, Natale + profitto al Capitale". Ad Nx risponde Ny così: Ricordo quello slogan, lo condividevo ma non per i vostri stessi motivi. Poi, quando la sinistra di lotta e di governo occupò gli spazi privilegiati della grande distribuzione organizzata, fu sostituito dal silenzio: mi sentii più solo a contrastare idealmente il Natale consumistico... però lo faccio ancora. [CzzC: quanto mi sento in sintonia con Ny! E sul Natale consumistico, leggi questo tema di scuola media superiore /2012]

 

↑2017.12.12 <risscrist> Il Natale di una nuova religione politeista, con demiurghi il Denaro ed il Credito e con il tempio-Mercato, enfatizzatasi con la rivoluzione dell’industria e del 68: nel Natale della fede tramontata non c’erano mercatini e non vigeva la solidarietà pelosa ed obbligatoria del presente [CzzC: leggo troppo pessimismo in questa panoramica, non vedo indicare la stella che nell’ultima riga, con un forse povero di speranza: suvvia, raccontate di come vivono anche oggi tanti giovani e adulti affezionati a Gesù Cristo, e tanti uomini di buona volontà]

 

↑2017.12.07 non concordai appieno con il Fusaro che identifica nel capitale la radice della presepefobia, ma la sua considerazione è servita a snidare una tipica espressione laicista di presepefobia, ad esempio quella sparacchiatagli da un certo M che leggeresti qui: il presepe rappresenta la più violenta negazione della dignità umana e della stessa famiglia naturale. Una donna infibulata di verginità e di colpa, un vecchio senza ruolo al posto del ruolo paterno, una caricatura umiliante del padre, ... continua qui con anche il mio commento

 

2013.12.31 <cobasPI> «Natale, Natale, più profitto al capitale» era un vecchio slogan degli anni Sessanta, quando ancora gli effetti del boom neokeynesiano si facevano sentire sotto forma di autovetture ed elettrodomestici.