modificato 21/11/2016

 

Il sacerdozio secondo i protestanti: anche i pastori sono laici

Correlati: Luca Baratto; ecumenismo

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Luca Baratto 01/06/2014: la vocazione cristiana secondo il protestantesimo può essere vissuta SOLTANTO nel mondo secolare: non esistono né luoghi appartati come i monasteri, né condizioni particolari come il sacerdozio, nei quali vivere una fedeltà maggiore di quella che ti consente la vita di tutti i giorni.

 

 

Ascoltando “Parliamone insieme“ nella trasmissione Radio1Rai Culto evangelico di domenica 01/06/2014 ~h7,55 annoto la riflessione di Luca Baratto sul sacerdozio come inteso dai protestanti, che non conoscevo così chiaramente. In aiuto al discernimento pongo domande a Luca Baratto, ma non gliele invio questa volta, perché non mi ha risposto alle precedenti e non vorrei che si ritenesse importunato.

 

 

Luca Baratto parte dalla lettera inviata a Papa Francesco da 26 donne legate sentimentalmente a dei sacerdoti per parlare a cuore aperto della loro impossibile relazione sentimentale impedita dal voto di celibato che lega i preti ... la questione è una di quelle che nel passato hanno ampiamente alimentato la polemica confessionale ... la riforma protestante abolì l’obbligo del celibato ecclesiastico perché questa pratica non trova fondamento nella testimonianza delle Sacre Scritture ...

[CzzC: fratello Luca, ti chiederei.1 se sei veramente sicuro che il celibato ecclesiastico sia destituito di fondamento nel Vangelo. Dalla frequenza con cui sottolinei le differenze oppositive dei Valdesi rispetto al magistero petrino si direbbe che a te prema farti pubblicità comparativa più che annunciare agli uomini la salvezza di Cristo. Grazie per aver additato la polemica come passata: non pare infatti che i cattolici polemizzino con i vostri Pastori perché si sposano; voi forse viceversa; o sbaglio.2?]

 

Sbobino questo estratto.mp3 dell’intero sermone.mp3.

... celibato libera scelta del singolo e non un’imposizione.

[CzzC: il sacerdozio cattolico è una libera scelta del singolo e non un’imposizione: in riti orientali e il sacerdozio cattolico non prevede il celibato, che potrà essere ammesso anche nel rito latino. Ti chiedo.3 se alludi ad imposizione perché ti farebbe comodo per screditare la presunta concorrenza nella suddetta pubblicità comparativa]

 

C’è poi un’altra ragione che ha spinto i riformatori ad ammettere il matrimonio dei pastori: una diversa valutazione del mondo secolare; la vocazione cristiana secondo il protestantesimo può essere vissuta soltanto nel mondo secolare. Non esistono né luoghi appartati come i monasteri, né condizioni particolari come il sacerdozio, nei quali vivere una fedeltà maggiore di quella che ti consente la vita di tutti i giorni.

Per questo la riforma ... abolì come un’idea del sacerdozio universale la distinzione tra clero e laicato. Un pastore si distingue dai membri di chiesa per i doni ricevuti dal Signore, per la preparazione teologica che ha, ma è un laico come tutti gli altri, che è chiamato ad esprimere la sua vocazione nella vita di tutti i giorni, condividendo con i suoi fratelli e le sue sorelle in fede quei doni che il Signore elargisce e tra questi anche il matrimonio.

[CzzC: per rispetto dei diversi cammini nell’ecumenismo cristiano, avresti potuto precisare, oltre l’esclusivo soltanto del cammino protestante, la tua non intenzione a svalorizzare i cammini ortodossi e cattolici che vivono la vocazione cristiana con sacerdoti (preti, monaci, vescovi) aventi ministeri (responsabilità e Grazia relativa) diversi dai laici, ma un’unica vocazione alla santità anche nella vita di tutti i giorni: o sbaglio.4?

Anche i protestanti hanno filtri gerarchici che giudicano i doni e la preparazione teologica sufficiente alla nomina di pastore, o sbaglio.5?]