Traggo da “I GENDARMI DELLA MEMORIA” di Giampaolo PANSA

La Resistenza italiana contro i nazifascisti sarebbe una pagina di bella storia di liberazione dall’oppressore, se non fosse stata macchiata da sangue innocente volutamente causato da maestri di odio alimentati da potenti matrici di quella che ancora è cultura dominante.

 

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… 18 APRILE 1945. Ma quel giorno sia Alberto che Tina Morselli erano già morti. Alberto fu ucciso con più colpi di rivoltella. Tina, invece, prima di essere soppressa venne stuprata da tre dei partigiani che l’avevano rapita …Le violenze si protrassero per più di un’ora. Poi anche lei fu assassinata …Quel che restava dei loro corpi venne ritrovato cinque anni dopo grazie alla confessione di uno dei partigiani.  …

 

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… Il processo si concluse con la condanna di tutti e sei gli imputati a ventiquattro anni di carcere ciascuno. La Corte d'assise gli concesse «le attenuanti generiche, stante la loro qualità di partigiani combattenti».

Sempre in virtù della qualifica partigiana, gli accusati si giovarono dell'amnistia in ordine ai reati di rapina, sequestro di persona, violenza carnale e occultamento di cadavere. Infine, ritenendo che i sei avessero agito anche per una motivazione genericamente politica, gli venne elargito un condono di diciassette anni.

A quel punto, la pena inflitta per il doppio omicidio si ridusse a soli sette anni. E, grazie a sconti ulteriori, tutti e sei i partigiani omicidi uscirono dal carcere abbastanza presto. In che modo siano vissuti dopo il ritorno in libertà, non so dirlo. Ma confesso che m'importa poco. Ancora meno m'importa trascrivere i loro nomi. …

 

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… Uno degli assassini dei Morselli, che era anche uno degli stupratori di Tina, morì nel 1998. Doveva essere stato un tipo dalla pistola, o dal mitragliatore, molto facile. Tanto che era stato condannato a trent'anni di reclusione per un altro omicidio: quello di Emilio Missere, segretario della Dc di Medolla, … Una sorpresa emerse nell'aprile 1998 sul periodico dell'Anpi provinciale di Modena, «Resistenza oggi». … Nel comporre il necrologio del partigiano rosso [CzzC: Jaures Cavalieri] che aveva straziato e ucciso i fratelli Morselli, per poi comparire in altri fatti di sangue, il giornale dell'Anpi modenese lo descrisse così: «Indomito combattente della libertà, dopo la Liberazione è stato vittima delle persecuzioni antipartigiane, senza mai attenuare il proprio impegno in difesa dei valori della Resistenza e dell'antifascismo»

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 24/04/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: resistenza, eccidio Porzus, Foibe, Vergarolla; il sangue dei vinti; il libro nero del comunismo persecutore di cristiani; sessantonite; Teoglib; recensioni

 

↑2016.04.25 <bussolaq>: decine di preti uccisi dai partigiani comunisti. Partendo dalla storia del beato Rolando Rivi, ucciso dai partigiani comunisti in odio alla fede sul finire della seconda guerra mondiale, un dossier de Il Timone affronta le storie di altri preti uccisi dalla violenza rossa. Che fare della loro memoria? La Chiesa, con la beatificazione del seminarista martire, ha sancito che nel biennio '44-'46 si moriva in odium fidei. [CzzC commento]

 

↑2016.04.25 <TV2000.yt♫> “Noi, ribelli per amore” – Documentario sui partigiani cattolici nella Resistenza. «Decidere se andare con le brigate comuniste o con quelle cattoliche: non ci proteggeva il fazzoletto rosso, ma la Madonna». [CzzC: vedi divisione partigiani cristiani Passo Centocroci e val Taro, ma occorre discernere rispetto alla brigata garibaldina Cento Croci <cittadellaspezia> formazione politicamente complessa e contraddittoria: da un lato uomini moderati, vicini alla Democrazia Cristiana e ai liberali, come i Cacchioli, o caratterizzati dall’attivismo militare come “Richetto”, dall’altro gli spezzini, i comunisti Ballani e Costi, e poi Mario Bonamini, Flavio Maggiani, Marco Perpiglia (venuto a Spezia dalla Calabria), Cesare Storietti, Adriano Vergassola; l’equilibrio precipitò con il rastrellamento del gennaio ’45].