MEDIAZIONE, COMPROMESSO, CONCILIAZIONE per il meglio del bene comune, finanche optando il male minore

altrimenti lasciamo che siano gli opposti estremismi a dettare o disfare leggi alternandosi, o perfino alleandosi per concedersi il peggio di parte, col che accadono solitamente ben più danni al bene comune rispetto alla mediazione. Vale in politica e non solo. : ci sono eccellenti risorse politico-amministrative nel centrodestra e nel centrosinistra, mortificate da strumentali contrapposizioni partitiche: un compromesso tra le due grandi anime storiche della nostra Repubblica per governarla sarebbe non solo opportuno ma forse necessario e non solo perché funziona in Germania e in Spagna. Il patto del Nazzareno era cominciato bene, ma i sessantottini della serie D'Alema ...

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 24/05/2024; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: costituzione della Rep. italiana, cittadinanza; bene comune, male minore; pattuizioni; patto del nazzareno, conservatori

 

2022.04.16 <agi> «Metteremo fine al genere umano, o l'umanità saprà rinunciare alla guerraci chiesero nel 1955 Einstein e Russel. [CzzC: chiediamo con urlo di fermare le armi, di usare mediazione/conciliazione, in attesa di verità, giustizia e RICONCILIAZIONE: preghino Dio per questo anche quelli che non sapranno usare il perdono]

 

↑2022.04.08 <s24h agi> Vincenzo De Luca: sono molto infastidito dal fatto che tanti esponenti politici abbiano scoperto con l'Ucraina che la guerra è fatta di barbarie, ... con stragi di civili, nessuna esclusa: nel caso dell'Ucraina abbiamo un colpevole certo, la Russia, per aver ceduto alla logica della guerra preventiva, per aver invaso un Paese indipendente ... e per aver determinato orrori di guerra. C'è dunque un colpevole certo, ma non ci sono innocenti in questa guerra. Non sono innocenti quelli che hanno assistito per 8 anni alla guerra civile in Ucraina senza muovere un dito, non sono innocenti quelli che negli ultimi due anni hanno inondato l'Ucraina di un fiume di armi avanzate sofisticate; non sono innocenti quelli che fino a 4 mesi fa non hanno mai pronunciato neanche la parola neutralità per l'Ucraina; non sono innocenti quelli che come il segretario della Nato, in maniera totalmente irresponsabile, mentre si cerca di trovare un compromesso per porre termine alla guerra, dice addirittura che un paese che è neutrale, la Finlandia, se vuole entrare nella Nato avrà un percorso accelerato: siamo alla ottusità politica o alla irresponsabilità.

 

↑2022.03.08 <iltempo> Armi all'Ucraina benzina sul fuoco, i dubbi del generale Generale Marco Bertolini sulla Nato: o si fa un compromesso tra le parti o ci sarà la guerra totale.

 

2021.01.18 Né radicalismo né COMPROMESSO? Commento il bell'aforisma di Dietrich Bonhöffer: «L'interrogativo riguardante la vita cristiana non trova soluzione o risposta né nel radicalismo né nel compromesso, ma solo in Gesù Cristo stesso» rispondendo con discernimento ad un amico.fb che l'aveva postato. continua qui con parole chiave pattuizione, politica, legge morale, teoglib tradizionalismo, modernismo, spirito del mondo, obiezione di coscienza, maschera di intolleranza, dialogo con i diversamente credenti o non credenti, relativismo, male minore, 194, maestri, coscienza rettamente formata.

 

2021.01.07 estraggo da <questo post> di Emanuele Fiano [CzzC: n1963, responsabile politica estera del PD]. L'attacco al Congresso Usa è la plastica rappresentazione di dove possa portare il POPULISMO. Quell’immagine del ”popolo” che irrompe nel “palazzo”, che prende il posto della “casta”, delle “elites”, che si siede sulle poltrone del potere, che fa evacuare i parlamentari ... negare la realtà, sostenere sempre che i media ti raccontano solo balle, sostenere sempre che gli avversari sono usurpatori, dichiarare delle verità anche contro la scienza, illudere il popolo che il capo carismatico interpreta direttamente, senza bisogno di mediazioni la volontà del “popolo” ... La democrazia non è la dittatura delle maggioranze, vive di un equilibrio tra poteri diversi, necessità di bilanciamenti ed indipendenza tra i poteri. Diversamente andremmo incontro a un pericolo mortale, come la Storia del ‘900 dovrebbe averci insegnato. [CzzC: condivido e aggiungo che dovremmo difenderci anche dal "populismo di sinistra" come definito qui da Micromega, quello che a me pare fanatico dello statalismo, strangolatore della sussidiarietà, brandito da comici o da sedicenti illuminati che definirebbero solo nello stato l'essenza della eticità]

 

↑2019.02.24 <arte.tv agi google cesi2017> Perché la sinistra continua ad inanellare sconfitte in Sudamerica? Marco Enriquez-Ominami (ex candidato socialista alla presidenza del Cile) lo chiede direttamente alla gente dell’Avana, e ai responsabili politici di oggi e di ieri: Nicolas Maduro <aff> in Venezuela, Evo Morales in Bolivia, l’ecuadoriano Rafael Correa oggi rifugiato in Belgio, la brasiliana Dilma Rousseff e l’uruguaiano José Mujica. La rivoluzione socialista in America Latina è appesa un filo: ferma a Cuba, agli sgoccioli in Venezuela, aggrappata a un solo uomo al potere in Bolivia; tradita in Ecuador; fallita nel suo compromesso globalista in Brasile; battuta alle urne in Colombia, ma ancora in moto in Uruguay. Come fare? [CzzC: il socialismo - che parrebbe affine alla Dsc ben più del cinismo capitalista - dovrebbe essere promosso con progressivo coordinamento mondiale, con spinta democratica sostenuta dalle maggioranze lavoratrici in contenimento dei redditi speculativi: in un singolo stato il socialismo potrebbe solo scendere a compromessi con lo strapotere della finanza, altrimenti questa lo schianterebbe, visto che può pilotare una potenza monetaria 13 volte più grande del lavoro/pil mondiale]

 

↑2019.02.13 <corriere> Lettera del Papa al «signor Maduro»: Francesco deluso, accordi disattesi. Tre pagine firmate «Francisco», una risposta alla richiesta di mediazione arrivata da Caracas: «Quanto concordato nelle riunioni non è stato seguito da gesti concreti»

 

↑2016.12.05 Perché al referendum costituzionale ha vinto il no? A mio avviso per due principali motivi: il primo perché una riforma costituzionale richiede larga condivisione, il che si approcciò con il patto del Nazzareno (che prevedeva conciliazione per la modifica costituzionale e per l’elezione del Presidente della Repubblica), ma la sinistra PD con i sessantottini della serie D’Alema minacciò lacerazione se il Presidente fosse stato eletto col benestare del centroDx e il patto saltò. Il 2ndo motivo è che troppi hanno votato (come per Brexit o Trump), convinti che il NO fermasse l’ondata di immigrati.

 

↑2016.04.10 <youtube>: Nasser nel 1953 così parlava alla TV: «per cercare di trovare un compromesso ragionevole con i Fratelli Musulmani ho incontrato il loro leader Said Ramadan: la prima cosa che ha chiesto è stato di imporre l'Hijab ufficialmente in Egitto e di chiedere ad ogni donna che passeggia per strada di indossare almeno un velo in testa. Gli ho fatto notare che ... continua [CzzC: più ragionevole e moderno Nasser 65 anni fa di tanti occidentali oggi che, proni ai petroldollari dell’Arabia Saudita, la mandano ai vertici di UNHRC]

 

↑2015.11.04 [CzzC: dopo quelli colti nei mesi scorsi, ho ravvisato recentemente altri indicatori di come gli avvocati non solo vivano di carne arrabbiata come dice il proverbio, ma agiscano troppo spesso, inciuciati con i media, per alzare i livelli di contrapposizione tra le parti onde aumentare le loro entrate, anziché quelli di conciliazione che le ridurrebbero, costasse inventare colpe e reati: mi parrebbero più maestri di odio e di criminalizzazione che peroratori di pace e bene comune, lontanissimi dal concetto di perdono, per stare all’odierna catechesi di Fr1]

 

↑2015.03.27 <agensir>: Unioni civili: malissimo il disegno di legge del PD approvato in Commissione, ma non va bene neanche la proposta di Forza Italia. Protesta anche Galantino [CzzC: nemmeno a me sta bene, ma quale proposta praticabile politicamente verrebbe dal segretario della CEI? Anche con i Pacs-Dico di Bindi/Prodi la CEI si limitò a dire di no e pareva che col Family Day si ridestasse il mondo cattolico: troppo comodo lasciare ai laici scannarsi sulle soluzioni pratiche in termini di legge, senza proporne una almeno di compromesso. Ho sentito da OltreTevere un mirabile discorso sulla famiglia senza una parola che ne precisasse il significato in termini di matrimonio tra maschio e femmina (meno male che 2016.01 arrivò discernimento) Non sarà che qualcuno ama le mani pulite coi bei discorsi sulla misericordia, pronto a dileggiare come bigotti e divisivi quelli che se le sporcano con il concreto terreno della nostra giustizia amministrata?]

 

↑2015.01.20 Trovo illuminante questa analisi de il Sussidiario dal Libano sulle prospettive in M.Oriente: cristiani inascoltati: Arabia Saudita e Qatar, per tagliare il collegamento tra gli sciiti iraniani e gli Hezbollah passante per Iraq e Siria, hanno alimentato prima il mostro di Al Qaida e poi quello dello Stato islamico. Non abbiamo ascoltato i cristiani di Siria che già nel 2011 ci dicevano quanto fosse importante preservare quel compromesso (Sykes-Picot 1916) che, finita l'egemonia ottomana, creò nazioni multiconfessionali in cui convivono sunniti, sciiti, drusi, cristiani, yazidi, alawiti e molti altri, mentre sarebbe stato pernicioso mirare a paesi monoconfessionali come già prefigura Netanyahu.... Continua

 

↑2004.01.19 <morcelliana, google> Il 19 gennaio 2004 la Katholische Akademie in Bayern ha organizzato a Monaco un singolare e straordinario dialogo tra il filosofo Jürgen Habermas e il cardinale Joseph Ratzinger: tra la tentazione secolarista che bolla ogni forma di cultura religiosa come regressione irrazionale e la tentazione integralista che vuole imporre autoritariamente le verità di un’unica fede religiosa, Habermas e Ratzinger aprono la prospettiva di una società postsecolare in cui laici e credenti scoprano il dialogo non solo come strumento di necessario compromesso, ma come metodo per il ritrovamento di se stessi. La filosofia ritrovi il gusto della “traduzione” e la religione il gusto dell’“intelligenza”. [CzzC: 2024.05.23 ~h18 a Radio 24 odo ricordare questo dialogo come una perla dell’espressione della cultura occidentale a radici giudaico-cristiane, rara a trovarsi altrove]